Giuseppe Siccardi
(Albino, 1883 – Bergamo, 1956), scultore e pittore

Figlio di un marmista, alla scuola dell’Accademia Carrara fu allievo di Ponziano Loverini, del quale poi sposò la figlia Antonietta.

Nel 1906 vinse una borsa di studio che gli permise di soggiornare a Roma per frequentare la scuola di nudo di Ettore Ferrari. Negli anni della sua formazione avvertì il fascino del simbolismo e rivelò tendenze liberty che non lo avrebbero più abbandonato.

Insegnò per dieci anni alla Scuola d’arte “Andrea Fantoni” di Bergamo dedicandosi poi alle commissioni, che gli pervennero numerose da enti pubblici e religiosi nonché da galleristi e collezionisti, che apprezzavano particolarmente i suoi ritratti a sanguigna, emergenti da atmosfere soffuse di poesia. Fra le sue sculture si segnalano diversi monumenti ai Caduti (si ricordano in particolare quelli molto significativi di Valtesse e della Rocca di Bergamo ma anche quelli di Sorisole e di Villa di Serio). Fra le opere di carattere civile meritano una citazione le statue scolpite per la facciata del Palazzo di Giustizia a Bergamo. Sue opere sacre di ottima fattura figurano in molte chiese (la basilica di Gandino, le parrocchiali di Sant’Anna e di Santa Maria delle Grazie a Bergamo, la basilica del Crocifisso a Como, la chiesa di San Giorgio a Credaro e la parrocchiale di Villa d’Almè).