Angiolo Alebardi
(Seriate, 1883 – Bergamo, 1969), pittore

Allievo di Ponziano Loverini all’Accademia Carrara, frequentò a Roma la scuola di nudo dell’Accademia di San Luca, suscitando tanta ammirazione da essere invitato nel 1907 alla VII Biennale di Venezia, partecipando con il quadro ritratto di bimba, che ricevette gli onori della critica.

Aperto uno studio a Bergamo in Palazzo Marenzi, Alebardi fu nuovamente invitato nel 1910 ad esporre alla Biennale veneziana ed elesse a sua principale fonte d’ispirazione la città lagunare, dove soggiornò innumerevoli volte.

Seppe introdursi negli ambienti artistici milanesi esponendo alcune sue opere alla Permanente e facendosi apprezzare dal gallerista Lino Pesaro, che nel 1917 gli allestì una personale. Strinse amicizia con Pier Maria Bardi, che nel 1921 lo fece esporre alla Galleria Micheli. Alle vedute veneziane l’Alebardi alternò la produzione di paesaggi montani, che dipingeva en plein air nei suoi soggiorni estivi a Vilmaggiore di Scalve. Aperto uno studio a Milano, lo abbandonò durante la guerra a causa dei bombardamenti angloamericani rifugiandosi a Vilmaggiore. Artista di temperamento forte e impetuoso, eccelse nei paesaggi e nei ritratti distinguendosi per il suo cromatismo.

Morì nel 1969 all’età di 86 anni.